Lambic e La morte subite

Bruxelles, a due passi dalla grand place: consigliati dalla nostra guida (per la cronaca: la Routarde), una sera abbiamo fatto una puntata nella birreria della foto per assaggiare uno dei loro prodotti: una lambic (o una gueuze).
Nessun birrofilo vero puo’ rinunciare ad assaggiarne prima o poi una, di Lambic. Di certo non sara’ poi obbligato ad amarla.
Eh si, perche’ questo prodotto, originale dell’area della capitale belga, e’ proprio particolare, inusuale.
– anzitutto la fermentazione. Spontanea. Ovvero il mastro birraio in fase di fabbricazione non aggiunge lieviti al mosto ma semplicemente lo lascia “all’aria” dove un particolare lievito, esclusiva della zona, andra’ poi a posarsi e col tempo (i temi della Lambic sono lunghi) andra’ a far partire la fermentazione. Durante la quale si andranno ad aggiungere anche batteri (tra cui quelli acetici).
– il contenitore. Botti di legno, che in passato hanno conservato vini, meglio se liquorosi (cherry,…).
– L’invecchiamento. Minimo sei mesi, ma anche anni
– il sapore quindi. Sempre facilmente riconoscibile: vinoso, acetico. Molto acido ed aspro, tanto da essere per i piu’ (quasi) sgradevole. Difficile comunque.
Non per niente per ammorbide il prodotto saono nate alcune varianti “beverine”: la Gueuze (assaggiata a La morte subite), la Kriek, la Framboise.
Concludendo, una curiosita’: la morte subite e’ un antico gioco di dadi belga.
Carls

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